Introduzione

Questo file ha lo scopo di chiarire come replicare correttamente il modello di Brock e Hommes 1998, spiegando nel dettaglio tutti i passaggi e la logica degli stessi.

La struttura del documento cerca di accompagnare il lettore attraverso un processo di comprensione prima teorico (la parte facile) e successivamente implementativo.

Pre-requisiti

Per affrontare con consapevolezza maggiore le successive righe il consiglio è quello di leggere i seguenti documenti (e di rileggerli per fissare meglio alcuni concetti):

Una volta letta tutta questa roba (rileggendo due volte il primo paper) potete proseguire con quanto indicato sotto.

Il Modello

Sostanzialmente il modello dice che la dinamica evolutiva del prezzo di un asset rischioso è generata dalla presenza, nello stesso mercato, di schemi aspettative eterogenei. In parole povere la presenza di più idee rispetto a come evolverà il prezzo di un asset finanziario contribuisce a far si che il prezzo NON converga verso un valore stabile.

Il modello definisce dapprima come evolve la ricchezza degli agenti (wealth dynamics), descrive il processo di massimizzazione (mean-variance nella sua versione più semplice) che guida la quantificazione della domanda tra risky asset e risk-free asset e infine, assumendo zero supply of outside shares, fornisce la formula che consente di trovare il prezzo di equilibrio: il famigerato pt.

Per citare il capovaloro del 1995 di Kassovits “fino a qui tutto bene”.

Quest’ultimo in realtà non serve praticamente a nulla (o quasi). Ai fini dell’implementazione BH definisce invece cos’è l’equilibrium price pt* che invece serve a comprendere (oltre alla base teorica di riferimento) come utilizzare il concetto di deviation (che è quello su cui effettivamente si lavora all’interno del modello).

\[x_t = p_t - p_t^*\]

La deviation serve a rendere più “trattabile” matematicamente il modello, e di per se diventerà rilevante più avanti per via del fatto che ci troviamo all’interno di un sistema dinamico che va inizializzato (vd. dopo).

Oltre alla deviation altro tema fondamentale è definire cosa si intende per schemi aspettative eterogenei. Per chiarirle subito, la cosa più semplice a mio avviso e fare il confronto con lo schema di aspettative omogenee (i.e. tutti la pensano allo stesso modo).

\[Inserire formula schema omogeneo\]

\[Inserire formula schema eterogeneo\]

Nel primo caso l’individuazione del prezzo (o della deviation) è ottenuta da un singolo tipo di aspettativa, nel secondo invece abbiamo una somma pesata di aspettative. I pesi sono la porzione di agenti che la pensa in un determinato modo circa l’evoluzione del prezzo (deviation).

Una precisazione è qui fondamentale per capire il modello (e il codice di seguito): quando parliamo di agenti nel contesto di BH non stiamo parlando del singolo tizio che agisce (non c’è nessun i all’interno delle formule), ma di un valore aggregato che rappresenta una moltitudine di agenti che hanno in comune una determinata aspettativa. Questa cosa può trarre in inganno perchè negli ABM “classici” si parla quasi sempre di agenti singoli e di proprietà emergenti che, appunto, emergono dalla loro interazione all’interno di un ambiente (in questo caso un mercato). Qui è quindi più opportuno parlare di un confronto tra strategie (le aspettative rispetto all’evoluzione del prezzo hanno questo ruolo) che attraggono una certa percentuale di agenti (che non vedremo mai se non in forma aggregata).

Chiarito questo punto, per poter definire le aspettative eterogenee il modello fa tre assuzioni:

La parte \(f_h(x_{t-1},x_{t-2},...x_{t-L})\) rappresenta un modello del mercato che definisce in che modo la strategia h crede che il prezzo devierà dal p* comune condiviso. Questa è la componente che materialmente verrà inserita all’interno del codice.

La formula di equilibrio finale, codificata, sarà:

\[formula 6.16\]

Dinamica Evolutiva

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