Analisi basata su fonti Reuters, CNN, BBC, AP, Le Monde, NYT, Pew Research, ISW — marzo 2026
Giulio Vidotto, Università di Padova
Per orientarsi nel conflitto tra USA, Israele e Iran conviene anzitutto ricostruirne la scansione effettiva, perché è nella sequenza dei fatti, più che nelle formule politiche che li accompagnano, che emerge la logica dell’insieme. Il 21-22 giugno 2025 gli Stati Uniti colpirono con l’operazione Midnight Hammer i siti nucleari di Fordow, Natanz e Isfahan. Il 28 febbraio 2026, poi, Israele e USA aprirono un secondo fronte coordinato, colpendo Teheran e diverse installazioni militari. Da quel momento il confronto cessò di poter essere descritto come una successione di episodi separati e assunse, con maggiore nettezza, il carattere di una guerra aperta, giunta oggi al giorno 29.12
Questo primo dato cronologico, tuttavia, non esaurisce il problema. Più rilevante ancora è lo slittamento progressivo del bersaglio. La neutralizzazione del programma nucleare iraniano, la distruzione della capacità missilistica e il contenimento dei proxy regionali costituivano, almeno sul piano dichiarativo, il quadro iniziale; nel corso delle settimane, però, la gamma degli obiettivi si è estesa ben oltre quel perimetro, includendo infrastrutture industriali, energetiche e civili.34 È qui che il conflitto comincia a mostrare il proprio assetto reale: non soltanto un incremento della pressione militare, ma una trasformazione del campo degli oggetti colpiti.
Che il vantaggio militare statunitense resti, in termini strutturali, molto ampio, è difficilmente contestabile. Meno scontato è che proprio questo conflitto abbia lasciato affiorare una serie di vulnerabilità che alcune analisi hanno descritto come segni di deterioramento del dispositivo militare americano.5 I dati richiamati nel dibattito pubblico, letti isolatamente, potrebbero sembrare episodici; considerati insieme, assumono un altro significato: 15 soldati USA uccisi e 313 feriti; 17 basi nel Golfo colpite, tra Kuwait, Bahrain, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania; la USS Gerald R. Ford incendiata e ritirata a Souda Bay; 3 F-15E abbattuti, oltre 12 droni MQ-9 persi; radar THAAD distrutti in tre paesi; un costo stimato, al 19 marzo, in circa 18 miliardi di dollari.678
Il rilievo di questi elementi non dipende solo dalla loro consistenza numerica. Dipende anche dal rapporto che essi mostrano tra mezzi impiegati e danni subiti. Droni iraniani Shahed dal costo relativamente modesto, stimato attorno ai 30.000 dollari, hanno colpito sistemi radar dal valore di decine di milioni; il che non elimina l’asimmetria, ma impedisce di trattarla come se coincidesse senz’altro con una capacità piena di controllo del teatro operativo.9 In altri termini, la superiorità tecnologica resta, ma non basta da sola a garantire impermeabilità.
Se però ci si sposta dal piano strettamente militare a quello civile, il problema muta di livello. Non si tratta più di misurare la tenuta del dispositivo americano, bensì di capire quale forma abbiano assunto gli effetti della campagna sul corpo materiale della società iraniana.
| Categoria | Dato certificato | Fonte |
|---|---|---|
| Strutture civili danneggiate/distrutte | 85.000+ | Croce Rossa iraniana 10 |
| Scuole | 600 | NIAC/Croce Rossa 11 |
| Strutture mediche | 281 | Croce Rossa 12 |
| Morti civili iraniani | ~1.500 | HRANA/Min. Salute 1314 |
| Morti civili israeliani | ~28-30 | Wikipedia 15 |
| Attacchi certificati OMS a strutture sanitarie | 10 | ONU 16 |
Questi numeri contano non solo perché alti, ma per il modo in cui si distribuiscono. Quando, in poche settimane, risultano colpite o distrutte oltre 85.000 strutture civili, tra cui 600 scuole e 281 strutture mediche, non si è più semplicemente di fronte al fatto, pur tragicamente ordinario, che ogni guerra produca danni collaterali; si è di fronte a una configurazione del danno che investe con particolare insistenza spazi la cui natura civile è difficilmente equivocabile.1718
In questo quadro, il caso della scuola femminile di Minab (provincia di Hormozgan, 28 febbraio) ha un rilievo che eccede il puro valore esemplificativo: 165-170 bambine uccise; nessun obiettivo militare verificato nelle vicinanze; un’indagine interna statunitense che conclude per una “probabile responsabilità americana”, senza che ne siano seguite conseguenze pubbliche note. Amnesty International ha definito quell’attacco “una seria violazione del diritto internazionale umanitario”.1920
Il punto, dunque, non è solo quantitativo. È la qualità della distribuzione dei colpi, e il loro addensarsi su bersagli civili di questo tipo, a rendere meno persuasiva una lettura che riconduca l’insieme degli effetti a una semplice eccedenza residua dell’azione militare.
Qui si colloca il nodo interpretativo del testo. I missili iraniani su Israele, lanciati in salve massicce contro un paese dotato di Iron Dome e di una popolazione ampiamente protetta da shelter, hanno prodotto nell’arco di 29 giorni circa 28-30 vittime civili. Gli strike USA-Israele sull’Iran, condotti invece con armamenti presentati come di precisione, hanno coinciso con la distruzione di centinaia di scuole e di strutture mediche.2122 Il confronto non autorizza scorciatoie moralistiche, perché i contesti operativi non sono identici; ma rende difficile sottrarsi a una domanda di fondo.
L’argomento del danno collaterale resta, in linea di principio, sempre disponibile. Tuttavia la sua forza esplicativa si riduce man mano che cresce la concentrazione dei colpi su infrastrutture civili e che manca, parallelamente, una documentazione altrettanto ampia e puntuale circa l’uso militare sistematico di quegli stessi edifici. Il problema, allora, non è limitarsi a constatare che una guerra produca vittime civili; è domandarsi quale configurazione debba assumere il danno civile perché la spiegazione residuale cominci a perdere capacità ordinatrice.
Da questo punto di vista, il modello strategico richiamato da Le Monde merita attenzione, non come formula conclusiva da accettare senza vaglio, ma come ipotesi capace di mettere in ordine i dati: l’indebolimento sistemico dello Stato attraverso la compromissione delle sue infrastrutture civili, così da accrescere la pressione interna sul regime.23 Non è necessariamente l’unica lettura possibile; è però una delle poche che consenta, allo stato delle informazioni qui raccolte, di tenere insieme estensione dei danni, distribuzione dei bersagli e apparente non marginalità dell’impatto civile.
Il passaggio dai dati materiali al problema dell’intenzionalità non può essere compiuto meccanicamente. Vi è tuttavia un secondo piano, quello delle dichiarazioni pubbliche della leadership israeliana, che non può essere del tutto separato dal primo. Alcune affermazioni documentate e attribuite a figure di governo o dell’apparato militare contribuiscono infatti a definire il clima normativo entro cui quei dati acquistano significato: Yoav Gallant, ministro della Difesa, ha parlato di una lotta contro “animali umani”; Israel Katz ha evocato il blocco totale di acqua ed energia ai civili fino alla resa; Bezalel Smotrich ha sostenuto che affamare 2 milioni di persone potrebbe essere “giustificato e morale”; Aharon Haliva, già a capo dell’intelligence militare, ha formulato la proporzione di 50 palestinesi per ogni israeliano morto, “indipendentemente dal fatto che siano bambini o donne”.2425
Il punto non è trasferire automaticamente sul teatro iraniano dichiarazioni prodotte in altro contesto. È piuttosto riconoscere che esse delimitano una soglia di permissività morale e politica entro cui l’esposizione dei civili tende a non apparire più come semplice incidente esterno all’azione. Il fatto che nessuna di queste dichiarazioni sia stata davvero ritrattata, e che lo stesso ambiente politico-militare continui a guidare le operazioni, rende il problema dell’intenzionalità più difficile da eludere.26
A questo livello il discorso entra inevitabilmente nel lessico del diritto internazionale, ma vi entra in una situazione segnata da una forte asimmetria politica. La Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto per Netanyahu e Gallant per crimini di guerra e crimini contro l’umanità relativi a Gaza; il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, d’altra parte, resta paralizzato dal veto statunitense; e nessun meccanismo effettivo di accountability internazionale appare, allo stato, realmente operativo.2728
In questo contesto, il titolo con cui Le Monde ha sintetizzato la dinamica della campagna, “I bombardamenti sulle infrastrutture civili mirano a piegare l’Iran”, non va letto come una semplice formula giornalistica, ma come la condensazione di un problema analitico più ampio.29 Se i dati sul terreno, la distribuzione dei bersagli, il linguaggio della leadership e l’assenza di efficaci contropoteri giuridici vengono letti insieme, ciò che emerge non è soltanto un aumento del costo umano della guerra, ma una possibile ridefinizione della funzione del danno civile entro la strategia complessiva.
Il punto da trattenere non è, banalmente, che la guerra abbia prodotto vittime civili. Questo, purtroppo, non distinguerebbe il caso iraniano da molti altri. Il punto riguarda piuttosto la forma specifica assunta da quel danno. In 29 giorni, la coalizione USA-Israele ha prodotto in Iran una distruzione estesa di infrastrutture civili — scuole, ospedali, abitazioni — che rende sempre più difficile ricondurre l’insieme degli effetti alla sola categoria operativa del “danno collaterale”.3031
Da ciò non segue automaticamente una qualificazione giuridica definitiva, che richiederebbe sedi, procedure e accertamenti propri. Segue però un passaggio analitico più elementare, e proprio per questo meno eludibile: che i dati disponibili, letti nella loro connessione, spostano il problema dal terreno dell’incidente a quello della strategia, e da quello della strategia a quello della responsabilità. È in questo passaggio, più che in ogni formula ultimativa, che si decide il senso politico e morale di ciò che sta accadendo.3233
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/28/guerra-israele-iran-programma-nucleare-attacchi-cronologia/8308529/↩︎
https://www.cnn.com/2026/03/07/politics/donald-trump-iran-war-endgame-demands↩︎
https://www.lemonde.fr/en/international/article/2026/03/11/bombing-of-civilian-infrastructure-aims-to-bring-iran-to-its-knees_6751333_4.html↩︎
https://www.theatlantic.com/ideas/2026/03/military-failures-trump-iran/686244/↩︎
https://www.aa.com.tr/en/americas/us-military-assets-worth-billions-damaged-or-lost-in-iran-war-report/3882083↩︎
https://www.theatlantic.com/ideas/2026/03/military-failures-trump-iran/686244/↩︎
https://novaramedia.com/2026/03/25/us-israeli-attacks-have-damaged-or-destroyed-600-schools-in-iran/↩︎
https://novaramedia.com/2026/03/25/us-israeli-attacks-have-damaged-or-destroyed-600-schools-in-iran/↩︎
https://novaramedia.com/2026/03/25/us-israeli-attacks-have-damaged-or-destroyed-600-schools-in-iran/↩︎
https://novaramedia.com/2026/03/25/us-israeli-attacks-have-damaged-or-destroyed-600-schools-in-iran/↩︎
https://en.wikipedia.org/wiki/2026_Iranian_strikes_on_Israel↩︎
https://novaramedia.com/2026/03/25/us-israeli-attacks-have-damaged-or-destroyed-600-schools-in-iran/↩︎
https://novaramedia.com/2026/03/25/us-israeli-attacks-have-damaged-or-destroyed-600-schools-in-iran/↩︎
https://www.reuters.com/world/middle-east/us-investigation-points-likely-us-responsibility-iran-school-strike-sources-say-2026-03-06/↩︎
https://en.wikipedia.org/wiki/2026_Iranian_strikes_on_Israel↩︎
https://novaramedia.com/2026/03/25/us-israeli-attacks-have-damaged-or-destroyed-600-schools-in-iran/↩︎
https://www.lemonde.fr/en/international/article/2026/03/11/bombing-of-civilian-infrastructure-aims-to-bring-iran-to-its-knees_6751333_4.html↩︎
https://en.wikipedia.org/wiki/Intent_and_incitement_in_the_Gaza_genocide↩︎
https://www.aa.com.tr/en/middle-east/israeli-comments-on-killing-gaza-children-clear-admission-of-genocide-gaza-authorities-say/3573945↩︎
https://www.aa.com.tr/en/middle-east/israeli-comments-on-killing-gaza-children-clear-admission-of-genocide-gaza-authorities-say/3573945↩︎
https://www.aljazeera.com/news/2026/3/2/iran-demands-international-action-after-attacks-impact-hospitals-schools↩︎
https://www.aa.com.tr/en/middle-east/israeli-comments-on-killing-gaza-children-clear-admission-of-genocide-gaza-authorities-say/3573945↩︎
https://www.lemonde.fr/en/international/article/2026/03/11/bombing-of-civilian-infrastructure-aims-to-bring-iran-to-its-knees_6751333_4.html↩︎
https://novaramedia.com/2026/03/25/us-israeli-attacks-have-damaged-or-destroyed-600-schools-in-iran/↩︎
https://www.losservatorio.org/en/civlians-in-conflict/web-review/item/4616-humanitarian-toll-rises-for-civilians-as-war-with-iran-escalates↩︎
https://www.lemonde.fr/en/international/article/2026/03/11/bombing-of-civilian-infrastructure-aims-to-bring-iran-to-its-knees_6751333_4.html↩︎
https://www.losservatorio.org/en/civlians-in-conflict/web-review/item/4616-humanitarian-toll-rises-for-civilians-as-war-with-iran-escalates↩︎