Il 26 gennaio 2026, al momento di rientrare a Teheran, un diplomatico olandese — André van Wiggen, viceresponsabile dell’ambasciata dei Paesi Bassi in Iran — si rifiutò di sottoporre il proprio bagaglio al controllo a raggi X dell’aeroporto Imam Khomeini, invocando l’immunità diplomatica. Le autorità iraniane sigillarono e confiscarono la valigia. Quando fu aperta alla presenza di funzionari del ministero degli Esteri iraniano e di rappresentanti diplomatici, conteneva terminali Starlink — il sistema di connessione satellitare di SpaceX — e telefoni satellitari. Il diplomatico aveva già lasciato il paese; un collega tentò successivamente di recuperare il bagaglio senza successo.
La vicenda divenne pubblica a fine febbraio, quando media iraniani vicini ai Pasdaran diffusero le riprese dell’episodio. L’Aia convocò l’ambasciatore iraniano, definì il comportamento di Teheran “intollerabile” e chiese la restituzione degli oggetti. L’Iran non li ha restituiti.
Dietro l’incidente ci sono due questioni distinte ma intrecciate: da un lato, la violazione delle norme diplomatiche internazionali (la Convenzione di Vienna vieta l’ispezione del bagaglio diplomatico); dall’altro, il contesto in cui i terminali Starlink erano destinati a operare — l’Iran, dove il governo aveva imposto un pesante blocco di internet durante le proteste del dicembre 2025 e dove una legge del 2025 qualifica il possesso di tali dispositivi come spionaggio, punibile con pene severissime.
L’intera architettura Starlink‑ONG‑diplomatici è un caso esemplare sia di “collateralismo strutturale” sia, ancora più chiaramente, di laundry discorsivo e normativo.
In altri termini: la tecnologia qui non è neutra, è un vettore attraverso cui un ordine gerarchico di potere si riproduce, mentre la sua natura politica viene lavata via da un linguaggio di diritti, connettività e democrazia – esattamente il tipo di processo che hai in mente quando parli di laundry.
Il collateralismo strutturale è, comunque, un tema trasversale alla storia moderna delle relazioni internazionali. Ecco alcuni casi in cui la struttura normativa/istituzionale ha operato come copertura o amplificatore di interessi di potenza specifici.
Il sistema interamericano costruito dagli USA nel XX secolo (OEA, poi vari trattati bilaterali) ha istituzionalizzato la supremazia statunitense nell’emisfero occidentale sotto la retorica della solidarietà democratica e anti-comunista. Ogni intervento (Guatemala 1954, Cuba, Cile 1973, Nicaragua, Panama) veniva giustificato attraverso categorie normative – “difesa della democrazia”, “sicurezza collettiva” – che in realtà coprivano interessi economici e strategici precisi, “lavando” l’interferenza diretta nella forma di obbligo istituzionale. cato
Le istituzioni finanziarie internazionali nate a Bretton Woods (1944) sono state costruite formalmente come strumenti tecnici neutri di stabilità monetaria, ma le politiche di “condizionalità” imposte dal FMI e dalla Banca Mondiale a paesi in via di sviluppo hanno sistematicamente imposto modelli economici liberisti che riflettevano gli interessi dei principali azionisti (USA, G7). Il laundry qui è precisamente la conversione di scelte politiche di potenza in “necessità tecniche” e “criteri oggettivi di buona governance”. tni
La narrativa dell’allargamento NATO è stata condotta sotto il frame dell’“integrazione euro-atlantica” e della “libera scelta sovrana” dei paesi candidati, oscurando sistematicamente la dimensione geopolitica di penetrazione di una sfera d’influenza russa percepita. La struttura normativa (sovranità, autodeterminazione, adesione volontaria) ha operato come laundry dell’espansione strategica occidentale verso Est, rendendo politicamente illegittima qualsiasi obiezione russa in quanto “neo-imperialista”. grc
La dottrina R2P, adottata all’ONU nel 2005, nasce come norma umanitaria per proteggere popolazioni civili da governi che non ne garantiscono la sicurezza. In Libia, la risoluzione ONU 1973 autorizzava una no-fly zone; la NATO la trasformò in campagna di regime change, distruggendo lo Stato libico e aprendo un ventennio di conflitti e migrazioni. L’abuso fu così evidente che la R2P divenne da allora sostanzialmente inapplicabile politicamente: Russia e Cina ne bloccano sistematicamente ogni invocazione, avendo preso nota del laundry. sosyalarastirmalar
Dopo il 2001, la categoria di “terrorismo” ha funzionato come potente strumento di laundering: permetteva di giustificare interventi militari, sorveglianza di massa, rendition, droni, violazioni del diritto internazionale umanitario, reincorporandoli nella categoria normativa di “autodifesa” e “sicurezza collettiva”. La struttura collaterale qui è il diritto internazionale stesso, piegato selettivamente da chi detiene il potere di definire chi è “terrorista”. modernghana
In tutti i casi lo schema è lo stesso: un attore dominante costruisce o colonizza una struttura normativa/istituzionale, la usa selettivamente secondo i propri interessi, e rende politicamente costoso per gli attori più deboli contestarla perché farlo equivale ad apparire “contro la democrazia”, “contro la pace”, “contro i diritti umani”. Il laundry non è un effetto secondario: è la funzione primaria della struttura.