Il canton Ticino è spesso esposto ai fenomeni naturali tipici dell’arco alpino; quello più eclatante è sicuramente stato la Buzza di Biasca (1511-1513). Affrontando questa tematica si usano speso termini come pericolo naturale e rischio.
Per pericolo naturale si intende un evento di origine naturale (idrologica, gravitativa e meteorologica) in grado di generare effetti negativi a vite umane, beni materiali e/o all’ambiente. I principali pericoli naturali che avvengono sul nostro territorio sono di tipo idrologico (i primi 5) o gravitativo (gli ultimi 3).
Per rischio si intende il risultato della combinazione di più fattori ed è legato strettamente alle attività umane. Per valutare un rischio bisogna prendere in considerazione prima di tutto l’esistenza di un pericolo naturale, successivamente la sua frequenza e il potenziale danno. Inoltre, bisogna considerare l’esposizione, ovvero la presenza o assenza e la quantità di beni da proteggere. Infine, bisogna tenere conto della vulnerabilità che descrive la suscettibilità di un sistema, organizzazione oppure società a subire danni causati dagli effetti di un evento. È possibile combinare i vari parametri per racchiudere la definizione di rischio nell’equazione seguente:
Nonostante la vulnerabilità sia diminuita nel tempo (ad esempio grazie ai miglioramenti nei materiali da costruzione), l’esposizione è aumentata in modo esponenziale, aumentando quindi il rischio complessivo totale.
Per alluvionamento si intende lo straripamento di grandi quantità di acqua dal letto di un corso d’acqua che comporta l’allagamento nelle aree circostanti. Spesso l’alluvione è accompagnata da trasporto di materiale solido. Il fenomeno costituisce un pericolo maggiore in caso di ingenti quantità d’acqua, alte velocità di scorrimento, materiali nel letto del corso d’acqua e restringimenti naturali. Spesso l’alluvione è causata da forti e prolungate piogge.
L’esondazione del lago è una tipologia particolare di alluvionamento (alluvionamento statico) e consiste nel superamento degli argini e delle rive di un lago. La causa di questo processo sono precipitazioni non particolarmente intense, ma prolungate su alcuni giorni ed estese su gran parte dei bacini idrografici degli immissari del lago. L’esondazione avviene lentamente e in modo prevedibile. Infatti molto raramente costituisce un pericolo per la vita delle persone, nonostante possa causare danni importanti.
Un flusso di detrito è un movimento ad una velocità variabile di un miscuglio di materiale con granulometria eterogena, acqua e aria in quantità differenti (la parte solida può essere maggiore del 40% e la velocità massima è di 15 metri al secondo). Può accadere su un pendio o in un canale spesso a causa di forti precipitazioni ed è l’insieme di ondate (pulsazioni) una dietro l’altra. Questo fenomeno colpisce principalmente i conoidi di deiezione dei torrenti. È un evento difficile da prevenire e molto irruento e repentino. È perciò uno dei processi naturali più pericolosi che spesso porta ad avere ingenti danni e vittime.
L’erosione sponda è un processo che consiste nell’asportazione di materiale solido per opera l’acqua. Il materiale solido può presentarsi come materiale (fine) in sospensione, materiale (più grosso) trascinato fondo o materiale galleggiante di origine organica (es. legna). Questo evento può portare, in casi estremi, al danneggiamento e alla distruzione di infrastrutture situate nei pressi del corso d’acqua in cui il fenomeno avviene.
Un crollo è un movimento gravitativo rapido di materiale pietroso verso valle, per caduta, rotolamento o salti successivi. Il materiale si distacca dalla parete rocciosa tramite fratture e stratificazioni preesistenti, che causano fragilità nella roccia e quindi un conseguente crollo. Di norma il crollo si sviluppa nel momento in cui una massa rocciosa si distacca bruscamente dalla parete o da un pendio, per poi successivamente cadere quasi in verticale lungo il pendio. I crolli si dividono in:
Lo scivolamento è un tipo di frana che avviene su un piano di scorrimento (uno strato di terra / rocce scivola sopra un alto strato). Gli scivolamenti si distinguono per la velocità del movimento (che può essere da diversi anni a pochi istanti) e la profondità del piano di scivolamento (superficiale o profondo). Parametri che influenzano questo fenomeno sono l’erosione di fiumi o grandi alluvioni. La maggior frequenza di precipitazioni sta aumentando la frequenza dell’evento e la sua intensità.
La carta indicativa dei pericoli segnala le zone del Ticino potenzialmente esposte ai pericoli naturali come valanghe, piene e movimenti di versante. Essa mostra una visione d’insieme dei fenomeni naturali potenzialmente minacciosi per un determinato territorio. La carta indicativa dei pericoli viene creata tramite la consultazione di archivi, del catasto degli eventi passati (StorMe) e grazie alla raccolta di testimonianze e osservazioni. Inoltre vengono sfruttate conoscenze geologiche, geomorfologiche e idrologiche dei differenti versanti e bacini idrografici e anche quelle ottenute con modelli matematici di simulazione. Dato che è allestita a livello cantonale presenta un grado di precisione approssimativo.
Le zone critiche (aree in prevalenza antropizzate) vengono successivamente approfondite. Questo approfondimento avviene tramite modelli matematici idonei a descrivere il fenomeno, calibrati grazie alle informazioni raccolte precedentemente e attraverso le descrizioni degli eventi storici. Di conseguenza la carta dei pericoli risulta molto dettagliata, fino alla singola parcella, e mostra anche rapporti tecnici che contengono informazioni minuziose su cause, effetti, probabilità, intensità e decorso degli scenari di pericolo considerati.
La carta dei pericoli suddivide l’area interessata in cinque gradi di pericolo, che si deducono dall’intensità e dalla probabilità (frequenza) dei singoli eventi.
Il grado di pericolo elevato indica un pericolo di morte per le persone sia all’interno sia all’esterno degli edifici e corrisponde a una zona di divieto di costruzione (o limitazione edifici esistenti / vincoli edili). La zona di pericolo medio comporta un pericolo unicamente all’esterno dell’edificio e corrisponde perciò ad una zona di regolamentazione (possibilità di costruzione con misure di protezione). Le altre zone presentano un pericolo basso e sono uindi zone di sensibilizzazione (segnalazione situazione di pericolo ma di base seza vincoli particolari).
Il portale è stato sviluppato per fornire un’analisi dettagliata dell’esposizione dei beni da proteggere ai pericoli, integrando diverse fonti di dati aggiornati. Una delle sue peculiarità è che tale progetto nasce dal lavoro condiviso e collaborativo di tutti gli studenti e le studentesse delle classi 3C e 3D del Liceo di Mendrisio: i contributi e le analisi individuali si fondono armoniosamente in un unico risultato finale.
In entrambi i casi di proprietà di UPIP (Ufficio dei Pericoli naturali, degli incendi e dei progetti) e UCA (Ufficio dei corsi d’acqua).
Per ragioni di privacy e protezione dei dati, non è stato possibile includere informazioni relative alle persone (dati dell’UST - Ufficio di statistica)
Attraverso un’analisi spaziale basata su operazioni di intersezione, è stato determinato il grado di esposizione dei diversi beni ai pericoli naturali. I dati risultanti sono stati successivamente sottoposti a processi di aggregazione statistica, consentendo la loro sintesi e visualizzazione a livello di sezioni comunali, al fine di fornire una rappresentazione comparabile e operativamente utile per cittadini e autorità preposte.
Il seguente portale favorisce in modo particolare i seguenti obiettivi di sviluppo sostenibile
Con il nostro portale le autorità possono individuare quanti beni da proteggere risultano esposti ai diversi pericoli naturali e confrontare questi dati tra le varie sezioni comunali, permettendo di stabilire priorità negli interventi di sicurezza e nelle misure preventive.
Il nostro portale può costituire un punto di partenza per il monitoraggio continuo di questi dati, consentendo alle autorità di analizzare e valutare nel tempo gli effetti del cambiamento climatico e di adattare o aggiornare le proprie strategie di mitigazione in modo mirato ed efficace.
Il nostro portale fornisce informazioni inedite sui beni esposti ai pericoli naturali. Questo consente alle autorità locali di prendere decisioni più informate, responsabili e trasparenti, basate su evidenze concrete.
Sebbene il portale sia focalizzato sul Mendrisiotto, regione di cui disponiamo dei dati per l’analisi, esso presenta un interesse significativo anche per le regioni transfrontaliere. In primo luogo, il portale mette a disposizione di cittadini e autorità di entrambi i Paesi informazioni dettagliate su come in Svizzera vengono gestiti i pericoli naturali, consentendo un confronto critico e costruttivo tra i diversi approcci e permettendo di evidenziare similitudini, differenze e buone pratiche. Inoltre il portale rappresenta un modello replicabile di analisi di questi dati, volta ad aumentare la trasparenza e l’efficacia delle istituzioni, supportando decisioni basate su evidenze anche a livello transfrontaliero. Inoltre, confrontando le informazioni sull’esposizione ai rischi naturali tra le due regioni, le autorità locali possono valutare meglio la vulnerabilità dei propri territori, pianificare interventi mirati e coordinare strategie preventive condivise, migliorando la resilienza e la sicurezza delle comunità lungo tutto il confine
Per questi motivi troviamo particolarmente centrato anche l’obiettivo 17: partnership per gli obiettivi di sviluppo sostenibile.