Abstract

Questo documento analizza i meccanismi attraverso cui la lobby filo-israeliana esercita influenza strutturale sulla politica estera degli Stati Uniti, producendo un’anomalia nelle relazioni internazionali: l’immunità sostanziale di Israele dalle conseguenze delle violazioni del diritto internazionale. L’analisi identifica cinque livelli di pressione che operano simultaneamente dal 1948: dipendenza finanziaria elettorale, controllo legislativo sistematico, possibile raccolta di materiale compromettente su élite politiche, deterrenza nucleare estrema, e protezione strutturale dai meccanismi multilaterali. Il risultato è un sistema in cui il supporto incondizionato a Israele diventa prerequisito per l’accesso al potere politico americano. Ciò avviene indipendentemente dall’opinione pubblica, dall’interesse nazionale o dagli obblighi internazionali.


1. Introduzione: L’Anomalia del Doppio Standard

Il sistema multilaterale applica standard differenziati basati su alleanze geopolitiche piuttosto che sul rispetto uniforme del diritto internazionale. Il caso più evidente è la disparità di trattamento tra Russia e Israele. La Russia è stata sospesa dal Consiglio dei Diritti Umani nell’aprile 2022 per le violazioni in Ucraina. Israele, invece, continua a operare senza conseguenze nonostante le conclusioni di genocidio della Commissione ONU di settembre 2025, i mandati d’arresto della Corte Penale Internazionale contro il primo ministro Netanyahu e il ministro della Difesa Gallant, e la morte di 382 dipendenti UNRWA - il numero più alto di vittime ONU dalla fondazione dell’organizzazione nel 1945.

Il Segretario Generale Guterres ha minacciato il 13 gennaio 2026 di portare Israele davanti all’ICJ per le leggi contro l’UNRWA. Tuttavia, questa è una procedura giudiziaria che richiederà anni. Azioni immediate come sanzioni economiche, embargo militare, o sospensione dall’Assemblea Generale rimangono politicamente impossibili per il veto sistematico degli Stati Uniti al Consiglio di Sicurezza. Questa protezione strutturale richiede una spiegazione che vada oltre la retorica dei “valori comuni” o degli “interessi strategici condivisi”.

1.1 Nota sui Livelli di Evidenza

Questa analisi si basa su fonti non omogenee per grado di verificabilità. Per chiarire la robustezza delle argomentazioni, si distinguono quattro livelli:

  • Livello A: Documentazione primaria ufficiale (archivi governativi, atti ONU, decisioni di Corte Internazionale di Giustizia e Corte Penale Internazionale).
  • Livello B: Studi accademici peer-reviewed e report di think tank con metodologia trasparente.
  • Livello C: Reportage giornalistici d’inchiesta, investigazioni basate su documenti trapelati, testimonianze di ex funzionari.
  • Livello D: Inferenze strategiche non direttamente corroborabili da fonti primarie, ma plausibili sulla base della logica dei giochi di potere.

Nel corpo del documento, si segnalerà esplicitamente quando un’argomentazione si basa su livelli C o D, per distinguere fatti documentati da interpretazioni analitiche.


2. La Dipendenza Finanziaria Elettorale: Il Precedente Truman (1948)

2.1 Il Whistle-Stop Tour e la Crisi di Finanziamento

L’elezione presidenziale del 1948 rappresenta il punto di svolta nelle relazioni USA-Israele. Harry S. Truman era dato per spacciato contro il repubblicano Thomas Dewey, considerato così svantaggiato che molti donatori democratici non investivano nella sua campagna. La strategia del whistle-stop tour - 31.700 miglia in treno, 356 discorsi in piccole città - era in parte necessaria perché Truman non aveva i fondi per una campagna pubblicitaria moderna.

2.2 Il Riconoscimento di Israele Come Transazione Elettorale

Truman stesso dichiarò esplicitamente che “molti potenti donatori del Partito Democratico non avrebbero donato alla campagna a meno che non supportasse la nazione di Israele”. Documenti del Dipartimento di Stato (livello A) confermano che “somme molto considerevoli erano state ottenute un anno prima da contributori ebrei” con “l’idea distinta da parte dei donatori che avranno l’opportunità di esprimere le loro opinioni e farle seriamente considerare su questioni come l’attuale questione palestinese”.

Nel rally cruciale al Madison Square Garden a New York, Truman mise Israele come tema principale, ribadendo il supporto per la nuova nazione. L’11 maggio 1948, Truman riconobbe de facto Israele appena 11 minuti dopo la dichiarazione d’indipendenza israeliana - un atto definito “inappropriato” da funzionari del Dipartimento di Stato che notavano il legame diretto con i contributi ai fondi di partito. Truman vinse contro ogni previsione, stabilendo un precedente che si sarebbe ripetuto per ottant’anni.

2.3 Nixon 1972: Il Consolidamento Bipartisan

Nel 1972, Richard Nixon replicò e ampliò il modello con strategia esplicita. Max M. Fisher, ricco uomo d’affari che fungeva da collegamento finanziario con la comunità ebraica, dichiarò al New York Times di aver raccolto “tre volte tanto” da donatori ebrei nel 1972 rispetto all’intera campagna del 1968, aggiungendo che i suoi sforzi “non erano mai stati così facili”. Fisher indicò che “somme considerevoli” di contributi ebraici precedentemente destinati a candidati democratici stavano affluendo verso Nixon.

La premier Golda Meir e il ministro della Difesa Moshe Dayan elogiarono pubblicamente Nixon come “vero amico” di Israele, con l’ambasciatore Yitzhak Rabin che rilasciò dichiarazioni favorevoli che “risuonarono con il pubblico inteso”, legittimando Nixon tra gli ebrei che altrimenti avrebbero votato democratico. Il modello si consolidò: supporto finanziario massiccio in cambio di politiche pro-Israele, indipendente dall’affiliazione di partito.

2.4 Il Caso Saban-Clinton: Negoziazione Esplicita delle Posizioni

Haim Saban, miliardario creatore dei Power Rangers, rappresenta l’evoluzione contemporanea del modello. Ha dichiarato esplicitamente: “Quando si tratta di Israele, siamo assolutamente sulla stessa pagina. Il nostro interesse è prenderci cura degli interessi di Israele negli Stati Uniti. Punto. Finito”. Il 29 giugno 2015, Saban donò 2 milioni di dollari al super-PAC di Hillary Clinton. Tre giorni dopo, Clinton inviò una lettera pubblica indirizzata a Saban in cui annunciava la sua opposizione al movimento BDS contro Israele.

Email trapelate (livello C) rivelano che Saban esplicitamente “negoziò le posizioni di Hillary Clinton su Israele nel 2015 affinché potesse mantenere i ‘donatori ebraici’”, avvertendo lo staff della campagna che “migliaia” di sostenitori di Israele necessitavano segnali chiari sulla sua posizione israeliana. La transazione diventa totalmente esplicita: posizioni politiche in cambio di accesso al finanziamento necessario per competere elettoralmente.

2.5 La Dimensione Quantitativa

Uno studio (livello B) documenta che i donatori ebrei contribuiscono circa il 50% dei fondi al Partito Democratico e il 25% al Partito Repubblicano. Gli ebrei rappresentano circa il 2% della popolazione americana, ma forniscono il 37.5% dei fondi elettorali combinati dei due maggiori partiti. Questa sproporzione crea una dipendenza strutturale della classe politica da questi donatori, indipendentemente dall’opinione pubblica ebraica o generale.


3. AIPAC e il Controllo Legislativo Sistematico

3.1 Dal Dibattito alla Selezione dei Candidati

L’American Israel Public Affairs Committee (AIPAC) non si limita a influenzare il dibattito parlamentare ma determina chi entra in Congresso. Uno studio del 2025 (livello B) analizza i fattori che influenzano le donazioni AIPAC ai membri del Congresso dopo la guerra Israele-Hamas del 2023, rivelando due determinanti principali: la sponsorizzazione di proposte di legge pro-Israele e la competizione elettorale nei collegi.

I membri del Congresso che supportano attivamente la legislazione pro-Israele ricevono più contributi, e AIPAC investe strategicamente in candidati che affrontano forte competizione elettorale. Questo crea un sistema di auto-selezione: solo chi è disposto a supportare incondizionatamente Israele riceve i fondi necessari per vincere elezioni competitive.

3.2 Il Divario tra Opinione Pubblica e Azione Congressuale

Nonostante l’opinione pubblica americana sia cambiata in risposta alla guerra a Gaza, l’azione congressuale rimane isolata da questi cambiamenti grazie al potere finanziario che AIPAC esercita sui legislatori. Il divario crescente tra sentimento pubblico e azione congressuale riflette l’influenza di un’organizzazione di lobbying su chi viene eletto in carica, piuttosto che la volontà degli elettori.

Come nota Jewish Currents (livello C), “l’adesione al sionismo è un prerequisito per detenere molte posizioni di potere negli Stati Uniti, per ebrei e non ebrei allo stesso modo”. Questo crea un meccanismo di selezione politica che precede qualsiasi dibattito parlamentare: chi arriva in Congresso è già stato filtrato per lealtà a Israele.

3.3 Christians United for Israel: La Dimensione Evangelica

Una componente spesso sottovalutata è Christians United for Israel (CUFI) con oltre 10 milioni di membri. CUFI opera con un budget annuale significativo e implementa lobbying grassroots massiccio, incoraggiando il proprio elettorato a contattare direttamente i politici per supportare politiche pro-Israele. Dal 1995, alla conferenza annuale AIPAC, fu forgiato un collegamento importante tra evangelici cristiani e organizzazioni ebraiche.

Il Christian Zionism si basa su interpretazioni escatologiche delle profezie bibliche che vedono la restaurazione di Israele come prerequisito per il ritorno di Cristo. Questa alleanza aggiunge milioni di elettori motivati religiosamente alla pressione finanziaria esercitata dai donatori ebraici, creando una coalizione bipartisan strutturalmente impossibile da contrastare elettoralmente.


4. Il Kompromat: L’Ipotesi Epstein-Maxwell (Livello C/D)

4.1 La Rete di Intelligence e Ricatto Sessuale

L’ipotesi più controversa riguarda Jeffrey Epstein come operazione di intelligence per raccogliere materiale compromettente su élite politiche ed economiche. Ari Ben-Menashe, ex ufficiale dell’intelligence israeliana, sostiene che Epstein e Ghislaine Maxwell gestivano una “honeytrap” del Mossad per ricattare figure globali. Robert Maxwell, padre di Ghislaine, era un confermato asset del Mossad. Il suo funerale fu presieduto da più primi ministri israeliani con elogio funebre di Shimon Peres - onori normalmente riservati a figure di massimo rilievo nazionale.

Si tratta qui di un’ipotesi di livello C/D, fondata su testimonianze e ricostruzioni investigative, non su documentazione ufficiale declassificata.

4.2 Dichiarazioni Pubbliche e Conferme Indirette

Tucker Carlson ha affermato pubblicamente: “È ovvio che Epstein lavorava per Israele, tutti a Washington lo sanno, e nessuno può parlarne apertamente”. Il congressista repubblicano Thomas Massie ha dichiarato di credere che l’intelligence israeliana sia attiva nella raccolta di informazioni e ricatti. Queste dichiarazioni pubbliche da parte di figure mainstream suggeriscono che l’ipotesi è discussa, anche se non apertamente, all’interno dell’establishment.

4.3 Collegamenti Operativi Documentati

L’ex primo ministro israeliano Ehud Barak visitò la residenza di Epstein dozzine di volte tra 2013 e 2017, co-fondando con lui Carbyne, una società tecnologica con personale ex-intelligence israeliana. Michael Wolff, autore con accesso diretto a Epstein, riportò che quest’ultimo affermava di avere “sporco” su figure politiche di entrambi i partiti. La giornalista Whitney Webb definisce l’operazione Epstein come “congiunta CIA-Mossad”, con collegamenti al software PROMIS (modificato da NSA/Mossad) e a Palantir.

4.4 Considerazioni Metodologiche

A differenza dei livelli finanziario e legislativo, per i quali esistono documenti primari e studi quantitativi, il livello di kompromat rimane per definizione difficilmente verificabile. Le operazioni di intelligence lasciano tracce limitate e raramente documentazione pubblica. L’analisi qui proposta è quindi più interpretativa che documentale, basata su ricostruzioni giornalistiche, testimonianze controverse e inferenze logiche. Se l’ipotesi fosse corretta, spiegherebbe il silenzio osservato da Carlson: materiale compromettente su una porzione significativa dell’élite creerebbe un secondo livello di controllo parallelo alla dipendenza finanziaria, neutralizzando chi non è motivato dai contributi.


5. L’Opzione Sansone: Deterrenza Nucleare Estrema (Livello A/D)

5.1 La Dottrina della Rappresaglia Totale

La “Samson Option” è la strategia di deterrenza israeliana di rappresaglia massiccia con armi nucleari come “ultima risorsa” contro un paese le cui forze armate abbiano invaso e/o distrutto gran parte di Israele. Il nome riferisce al giudice biblico Sansone che distrusse le colonne di un tempio filisteo, uccidendo se stesso e migliaia di filistei in un atto di vendetta finale.

Leader israeliani come David Ben-Gurion, Shimon Peres, Levi Eshkol e Moshe Dayan coniarono la frase a metà degli anni ’60, istituzionalizzando la dottrina della distruzione reciproca garantita. La peculiarità rispetto ad altre dottrine nucleari è che la minaccia non è limitata agli aggressori diretti ma può estendersi su scala più ampia.

5.2 Dall’Ipotesi alla Realtà Operativa

Israele considerò concretamente l’uso nucleare durante la guerra dello Yom Kippur del 1973 quando l’Egitto stava per distruggere l’IDF, arrivando ad armare aerei con testate nucleari. L’episodio dimostra che la Samson Option non è una minaccia teorica ma una dottrina operativa che può essere attivata quando la leadership israeliana percepisce una minaccia esistenziale.

Il professore Louis René Beres, che presiedette il Project Daniel consigliando il primo ministro Ariel Sharon, raccomandò nel 2004 che Israele usasse la minaccia della Samson Option per “supportare preemptions convenzionali” contro asset nemici nucleari e non nucleari. Questo rappresenta un’estensione della dottrina oltre la difesa esistenziale verso l’uso della minaccia nucleare per supportare operazioni offensive preventive.

5.3 Implicazioni Strategiche per gli Alleati

La logica della deterrenza estrema crea vincoli impliciti per gli alleati (livello D di inferenza strategica). Se gli Stati Uniti smettessero di proteggere Israele diplomaticamente e militarmente, e se questo portasse a una minaccia esistenziale percepita da Israele, la dottrina Samson implicherebbe conseguenze non limitate agli aggressori regionali. Questa dinamica trasforma il supporto a Israele da scelta politica a necessità strategica nella percezione dei policy-maker: garantire la sicurezza di Israele diventa funzionale a prevenire scenari estremi. La deterrenza nucleare israeliana opera quindi non solo verso i nemici regionali ma vincola implicitamente gli alleati al supporto continuo.


6. Il Risultato: Protezione Strutturale e Immunità Internazionale

6.1 Violazioni Documentate Senza Conseguenze

Il 12 gennaio 2026 è scaduto il termine per Israele di presentare il contro-memoriale nel caso di genocidio intentato dal Sudafrica alla Corte Internazionale di Giustizia. La Commissione d’inchiesta dell’ONU presieduta dall’ex Alto Commissario per i Diritti Umani Navi Pillay aveva dichiarato a settembre 2025 che Israele aveva commesso genocidio contro i palestinesi a Gaza. La Corte Penale Internazionale ha emesso mandati d’arresto contro Netanyahu e Gallant per crimini di guerra e crimini contro l’umanità, incluso l’uso della fame come arma di guerra.

Un rapporto ONU del 5 gennaio 2026 documenta che le operazioni militari israeliane a Gaza hanno causato la morte di 382 dipendenti UNRWA, il numero più alto di vittime ONU dalla fondazione dell’organizzazione nel 1945. Molti decessi sono avvenuti durante attacchi mirati israeliani su strutture UNRWA che ospitavano oltre un milione di palestinesi sfollati.

6.2 Il Veto Sistematico e l’Impossibilità di Sanzioni

Il meccanismo dell’Articolo 6 della Carta ONU consente all’Assemblea Generale di espellere un membro che persiste nella violazione dei principi della Carta, ma richiede la raccomandazione del Consiglio di Sicurezza, dove gli Stati Uniti hanno sistematicamente posto il veto su qualsiasi risoluzione critica verso Israele.

Il Segretario Generale Guterres ha avvertito Netanyahu in una lettera datata 8 gennaio 2026 che potrebbe portare Israele davanti all’ICJ se non revoca le leggi contro l’UNRWA. Questa è però una procedura giudiziaria che richiederà anni. Azioni immediate come sanzioni economiche, embargo militare, o sospensione dall’Assemblea Generale rimangono politicamente impossibili per la protezione americana.

6.3 La Prova Sistemica del Doppio Standard

La comparazione con altri casi dimostra il carattere eccezionale della protezione israeliana. La Russia è stata sospesa dal Consiglio dei Diritti Umani nell’aprile 2022 per le violazioni in Ucraina dopo poche settimane di conflitto. Israele opera da decenni con violazioni sistematiche documentate senza conseguenze multilaterali comparabili.

Questo doppio standard non è un’anomalia ma la prova del funzionamento del sistema descritto. La convergenza di dipendenza finanziaria elettorale, controllo legislativo tramite AIPAC, possibile kompromat su élite politiche, e deterrenza nucleare estrema rende impossibile per gli Stati Uniti permettere conseguenze internazionali per Israele, indipendentemente dalla gravità delle violazioni documentate.


7. Conclusioni: Il Sistema a Cinque Livelli

Il potere sionista sulla politica estera americana opera su cinque livelli simultanei e convergenti:

  1. Finanziario: Controllo dei fondi elettorali necessari per vincere elezioni competitive, sia presidenziali che congressuali. Stabilito con Truman nel 1948, consolidato con Nixon nel 1972, esplicitato con Saban-Clinton nel 2015. Dimensione quantitativa: 50% fondi democratici, 25% fondi repubblicani da una comunità che rappresenta il 2% della popolazione.

  2. Legislativo: Selezione sistematica di chi entra in Congresso attraverso AIPAC e Christians United for Israel. Non influenza il dibattito ma determina chi può partecipare al dibattito. Crea il divario strutturale tra opinione pubblica e azione congressuale. L’adesione al sionismo diventa prerequisito per l’accesso a posizioni di potere.

  3. Kompromat: Possibile raccolta di materiale compromettente su élite politiche attraverso operazioni di intelligence di lungo periodo (ipotesi Epstein-Maxwell, livello C/D di evidenza). Opera come secondo livello di controllo per neutralizzare chi non è motivato dai contributi finanziari. Rimane per definizione difficilmente verificabile.

  4. Nucleare: Deterrenza estrema attraverso la Samson Option. Trasforma il supporto a Israele da scelta politica a necessità strategica percepita: gli Stati Uniti devono garantire la sicurezza di Israele perché qualsiasi scenario esistenziale potrebbe scatenare conseguenze non limitate agli aggressori regionali. Vincola implicitamente gli alleati al supporto perpetuo.

  5. Strutturale: Protezione multilaterale attraverso il veto sistematico al Consiglio di Sicurezza ONU. Impedisce qualsiasi conseguenza internazionale per violazioni documentate, incluse conclusioni di genocidio da parte di commissioni ONU e mandati d’arresto della CPI. Crea immunità sostanziale dal diritto internazionale.

Questi cinque livelli si rafforzano reciprocamente. Il controllo finanziario determina chi entra in politica. Il possibile kompromat neutralizza chi resiste alle pressioni finanziarie. Il controllo legislativo garantisce che nessuna policy anti-israeliana possa passare il Congresso. La deterrenza nucleare vincola gli alleati al supporto continuo. La protezione strutturale impedisce conseguenze internazionali.

Il risultato è un’anomalia nelle relazioni internazionali: un paese di 9 milioni di abitanti esercita influenza determinante sulla politica estera della superpotenza globale, ottenendo immunità sostanziale dalle norme che vincolano tutti gli altri attori del sistema internazionale. La comprensione di questo meccanismo è essenziale per qualsiasi analisi realista delle dinamiche geopolitiche contemporanee in Medio Oriente e del funzionamento effettivo del sistema multilaterale post-1945.


8. Limiti dell’Analisi e Possibili Contro-Argomentazioni

8.1 La Lettura Mainstream

La lettura dominante delle relazioni USA-Israele enfatizza valori democratici condivisi, memoria storica della Shoah, e interessi strategici convergenti in una regione instabile. Israele è presentato come l’unica democrazia liberale nel Medio Oriente, alleato naturale degli Stati Uniti nella lotta al terrorismo e all’estremismo islamico. Questa narrativa non è priva di fondamento: esistono effettivamente affinità istituzionali e cooperazione di intelligence che precedono i meccanismi di influenza qui analizzati.

8.2 Lobbying e Donazioni: Non Solo Israele

I meccanismi di lobbying e contributi finanziari analizzati non sono unici al caso israeliano. Altre cause e paesi (Arabia Saudita, Taiwan, industrie domestiche) utilizzano strumenti simili per influenzare la politica americana. La peculiarità del caso Israele non sta nell’esistenza di questi meccanismi ma nella loro concentrazione, trasversalità bipartisan, e capacità di creare un vero e proprio prerequisito per l’accesso al potere. La differenza è quantitativa ma diventa qualitativa: nessun’altra lobby estera ha raggiunto un livello comparabile di controllo su entrambi i partiti simultaneamente.

8.3 Kompromat: L’Inevitabile Speculazione

La sezione sul kompromat (§4) rimane inevitabilmente speculativa. Le operazioni di intelligence per definizione non producono documentazione pubblica verificabile. L’analisi si basa su testimonianze controverse, ricostruzioni giornalistiche, e inferenze logiche. Un approccio scientifico rigoroso richiederebbe di trattare questa ipotesi con massima cautela, riconoscendo che potrebbe essere errata o sovradimensionata. È inclusa nell’analisi perché figure mainstream ne parlano pubblicamente, suggerendo che circola all’interno dell’establishment, ma non può avere lo stesso status epistemologico delle sezioni documentate da fonti primarie.

8.4 Deterrenza Nucleare: Interpretazione vs Dottrina

La sezione sulla Samson Option (§5) distingue tra fatti documentati (la dottrina esiste, Israele ha quasi usato armi nucleari nel 1973) e interpretazione strategica (il vincolo implicito sugli alleati). Quest’ultima rimane un’inferenza analitica, non una policy dichiarata. È plausibile sulla base della logica della deterrenza, ma non esiste un documento che affermi esplicitamente che gli Stati Uniti mantengono il supporto a Israele per paura della Samson Option. L’argomentazione è robusta ma deve essere chiaramente identificata come lettura strategica, non come fatto accertato.

8.5 Obiettivo dell’Analisi

Questo documento non propone una teoria complottista mono-causale in cui ogni decisione americana su Israele è determinata da pressioni occulte. Propone invece la descrizione di un sistema di incentivi e vincoli strutturali che limitano lo spazio di manovra dei policy-maker americani, indipendentemente dalle loro convinzioni personali. I meccanismi identificati operano simultaneamente e si rafforzano reciprocamente, creando una convergenza di interessi, pressioni finanziarie, possibili ricatti, e vincoli strategici che rende estremamente difficile per qualsiasi amministrazione americana adottare politiche critiche verso Israele. La comprensione di questi meccanismi non implica giudizi morali sulle relazioni bilaterali ma fornisce gli strumenti analitici per spiegare il doppio standard osservabile nel trattamento di Israele rispetto ad altri attori del sistema internazionale.


Referenze

Lavori Citabili (Fonti Accademiche, Istituzionali e Peer-Reviewed)

Dergipark - Turkish Journal of Comparative Democracy. (29 giugno 2025). AIPAC’s Financial Influence on US Congress Post-2023. Studio quantitativo sui determinanti delle donazioni AIPAC. https://dergipark.org.tr/en/pub/tocd/issue/90541/1574363

Sagepub - Journal of Comparative Politics. (22 agosto 2025). Ideology or Philanthropy? the Politics of Zionist Fund-Raising. Analisi peer-reviewed su fundraising sionista. https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/106591296001300408

JSTOR - Political Studies Quarterly. (1976). Ideology or Philanthropy? The Politics of Zionist Fund-Raising. Articolo storico su dinamiche finanziarie sioniste. https://www.jstor.org/stable/pdf/443740.pdf

Truman Library - National Archives. (1948). Statement by the President on Israel. Documento ufficiale di riconoscimento di Israele. https://www.trumanlibrary.gov/library/public-papers/253/statement-president-israel

Truman Library - Educational Resources. (2013). Recognition of Israel | Harry S. Truman. Documentazione storica sul processo decisionale. https://www.trumanlibrary.gov/education/presidential-inquiries/recognition-israel

Security Council Report. (22 gennaio 2026). Rule of Law: High-level Open Debate. Documentazione ufficiale su sospensione Russia dal Consiglio Diritti Umani. https://www.securitycouncilreport.org/whatsinblue/2026/01/rule-of-law-high-level-open-debate.php

Foundation for Defense of Democracies. (11 gennaio 2026). Trump Administration Foreign Policy Tracker: January. Report istituzionale su strategia Trump. https://www.fdd.org/analysis/2026/01/12/trump-administration-foreign-policy-tracker-january/

ACLED Data. (7 dicembre 2025). Middle East Overview: January 2026. Database con metodologia peer-reviewed su conflitti Yemen e Siria. https://acleddata.com/update/middle-east-overview-january-2026

Wikipedia - Voci di Enciclopedia. (2006-2025). Samson Option, Israel lobby in the United States, South Africa’s genocide case against Israel. Sintesi documentate di fonti primarie. https://en.wikipedia.org/wiki/Samson_Option

Ruderman Foundation. (2017). Political Power and Identity in US Elections by Gil Troy. Studio su contributi ebraici ai partiti americani. https://rudermanfoundation.org/wp-content/uploads/2017/11/Jewish-Vote-Ruderman-Program.pdf


Altre Fonti (Reportage Giornalistici, Investigazioni, Testimonianze)

Reuters. (23 gennaio 2026). Russia, Ukraine sit for tense talks on thorny territorial issue. Reportage da Abu Dhabi su negoziati trilaterali. https://www.reuters.com/world/zelenskiy-says-territorial-issue-be-discussed-trilateral-talks-uae-2026-01-23/

Al Jazeera. (13 gennaio 2026). UN chief warns he could refer Israel to ICJ over laws targetting UNRWA. Investigazione su pressione ONU contro Israele. https://www.aljazeera.com/news/2026/1/13/un-chief-warns-he-could-refer-israel-to-icj-over-laws-targetting-unrwa

UN News. (21 gennaio 2026). Gaza: War crimes probe pledges to continue work. Comunicato stampa ufficiale Commissione ONU. https://news.un.org/en/story/2026/01/1166807

Times of Israel. (2 novembre 2020). How a nascent Israel was a key issue in Truman’s stunning 1948 election upset. Reportage storico con archivi. https://www.timesofisrael.com/how-a-nascent-israel-was-a-key-issue-in-trumans-stunning-1948-election-upset/

Britain Palestine Project. (7 novembre 2022). U.S. Recognition of Israel, 14 May 1948. Part II: Truman’s Belated Support. Ricerca basata su documenti FOIA e archivi Stato. https://britainpalestineproject.org/the-u-s-recognition-of-israel-14-may-1948-part-ll-trumans-belated-support/

New York Times. (7 luglio 1972). Nixon Aides, Seeing Big Gains, Plan a Drive for Jewish Votes. Reportage d’archivio su fundraising Nixon. https://www.nytimes.com/1972/07/07/archives/nixon-aides-seeing-big-gains-plan-a-drive-for-jewish-votes-nixon.html

Bruin Political Review. (23 dicembre 2025). How AIPAC Shapes U.S. Policy Beyond Public Opinion. Analisi politologica basata su dati elettorali. https://bruinpoliticalreview.org/articles

Mother Jones. (16 ottobre 2016). The Billionaire Creator of the Power Rangers Has Invested Millions in Hillary Clinton. Investigazione su Haim Saban e negoziazione posizioni. https://www.motherjones.com/politics/2016/10/haim-saban-power-rangers-hillary-clinton-top-donor/

Mondoweiss. (27 aprile 2022). ‘Activist donor’ Haim Saban lays down red lines for Democrats. Analisi di email trapelate. https://mondoweiss.net/2022/04/activist-donor-haim-saban-lays-down-red-lines-for-democrats-dont-undermine-relationship-with-israel/

Ahmed Eldin Substack. (2 settembre 2025). Epstein: Mossad’s Blackmail Mastermind? Investigazione su collegamenti Epstein-Maxwell-intelligence. https://ahmedeldin.substack.com/p/epstein-mossads-blackmail-mastermind

Consortium News. (4 novembre 2024). Israel, Blackmail & the Presidents. Analisi di David Talbot su potenziale kompromat. https://consortiumnews.com/2024/11/05/israel-blackmail-the-presidents/

Politics Today. (14 dicembre 2025). The Ghost Trump Can’t Escape: Epstein’s Spirit. Reportage su dichiarazioni Carlson e Massie. https://politicstoday.org/the-ghost-trump-cant-escape-epsteins-spirit/

Jewish Currents. (15 giugno 2025). Against Zionist Realism. Analisi critica su sionismo come prerequisito di potere. https://jewishcurrents.org/against-zionist-realism

eJewish Philanthropy. (2024). New book considers the role of American Jews and their money in the Zionist cause. Recensione libro Eric Fleisch su “Checkbook Zionism”. https://ejewishphilanthropy.com/new-book-considers-the-role-of-american-jews-and-their-money-in-the-zionist-cause/

Bought by Zionism. (12 giugno 2024). AIPAC & Zionist Lobby Groups. Database e analisi attività AIPAC e CUFI. https://www.boughtbyzionism.org/aipac-lobby-groups

Critical Threats Project - CIAO Columbia. (21 aprile 2004). The Impact of Christian Zionism on American Policy. Analisi CUFI e alleanza evangelica-ebraica. https://ciaotest.cc.columbia.edu/olj/ad/ad_v9_2/daw01.html


Documento compilato il 24 gennaio 2026. Le conclusioni riflettono l’analisi strutturale dei meccanismi di influenza documentati, non giudizi normativi sulle relazioni bilaterali USA-Israele.