Autore: Giulio Vidotto Istituzione: Università di Padova Data: 10 gennaio 2026
Questo testo propone un modello di lettura “as-if” per esplorare visioni del mondo alternative senza ridurle né a “verità rivelate” né a “immondizia”. L’ipotesi di partenza è epistemica: il mondo è complesso e la nostra conoscenza è parziale. Quando incontriamo una narrazione alternativa (qui: la recensione di Giulietto Chiesa su Gene Sharp), possiamo sospendere provvisoriamente l’incredulità e accettare per ipotesi ciò che l’autore dice di sapere, per osservare dove conduce quella struttura interpretativa. La valutazione non riguarda la “verità ultima”, ma la plausibilità comparata di modelli concorrenti, stimata tramite coerenza interna, potenza esplicativa, parsimonia e capacità di produrre implicazioni osservabili. La discussione enfatizza il ruolo delle cornici di legittimazione (nonviolenza, diritti, gender equality, LGBTQ, ambiente) come dispositivi a doppio uso: cause reali e, insieme, leve retoriche e organizzative che possono essere adottate selettivamente in contesti diversi.
Assumiamo che il mondo sia un universo complesso di cui conosciamo solo porzioni, spesso mediate da sistemi informativi e istituzionali.
Davanti a una visione alternativa, abbiamo almeno due posture:
Nessuna delle due garantisce la realtà. La questione, per studiosi, diventa: quale modello è più plausibile, e in quali condizioni.
Rischio tipico: confondere “documento pubblico” con “fatto”. Un documento pubblico prova che un’istituzione ha espresso una posizione; non prova che quella posizione sia completa o vera.
Nel metodo “as-if”, si accetta provvisoriamente la competenza dell’autore sul proprio quadro interpretativo. Non è fede: è un esperimento mentale.
Ogni narrazione alternativa contiene pochi assi portanti. Nel testo di Chiesa, l’ossatura è riconducibile a:
Un modello è utile se genera attese controllabili (anche solo parzialmente): pattern di finanziamento, training, professionalizzazione, sincronizzazioni narrative, selettività geopolitica, ecc.
Non si decide “chi ha ragione” politicamente. Si valuta se un modello:
Chiesa interpreta From Dictatorship to Democracy come qualcosa di più di un manuale di resistenza nonviolenta: lo colloca dentro una strategia di “sovversione dall’interno” collegata a reti e differenziali di potere. (Antimafia Duemila)
Punto metodologico: per esplorare questa lettura “as-if”, non si parte dall’etichetta “vero/falso”, ma dalla domanda: che mondo diventa intelligibile se assumiamo che questa cornice sia sostanzialmente corretta?
Nella nostra discussione, un’estensione cruciale del modello è questa:
La “nonviolenza” è solo una delle cornici. Anche gender equality, LGBTQ, green/pro-ambiente, diritti umani, anti-corruzione possono agire come cornici di legittimazione ad alto rendimento.
Queste cornici hanno una natura a doppio uso:
Elemento chiave: la cornice funziona anche come filtro morale. Criticarla può essere percepito come attacco ai valori stessi, non a una strategia.
Un indicatore forte (nel modello esplorato) è la selettività:
Questa variabilità ammette due letture plausibili (non mutuamente esclusive):
Nel secondo caso, la “coerenza” non è morale: è strategica.
Nella discussione è emersa una regola metodologica semplice:
Per “tracce” si intendono elementi che lasciano impronte controllabili: flussi di risorse, infrastrutture mediatiche, training, consulenze, logistica, pattern ripetuti, sincronizzazioni narrative, selettività di attenzione, esiti istituzionali ricorrenti.
Il rischio opposto (da evitare) è simmetrico: un modello che “spiega tutto” non discrimina più nulla. Un modello scientificamente utile deve rischiare: produrre implicazioni che possano incontrare resistenza nei dati.
Se la cornice di legittimazione è anche strumento tattico, ci aspettiamo (in modo non deterministico) alcuni segnali:
Questi indicatori non “dimostrano” da soli una regia. Servono a valutare la plausibilità del modello rispetto a casi concreti.
La dimensione digitale può operare sia come tema (“internet freedom”) sia come infrastruttura organizzativa e narrativa. Il punto metodologico resta: un discorso ufficiale prova una posizione, non una realtà completa; ma è un tassello utile nella ricostruzione delle cornici dichiarate. (2009-2017.state.gov)
Il testo propone una disciplina di lettura: esplorare modelli alternativi senza aderire né respingere per appartenenza. La posta in gioco non è scegliere una bandiera, ma produrre un confronto di plausibilità fra cornici interpretative, distinguendo “narrazioni” da “tracce” e mantenendo simmetrico lo scetticismo.
(Nota: questa bibliografia è volutamente minima. Serve solo a fissare i cardini testuali e un riferimento empirico di base.)
Questo testo e le idee qui esposte sono sotto la piena responsabilità dell’autore. L’assistente conversazionale (ChatGPT) ha contribuito ad affinare lo scritto e la bibliografia.